Phil Ivey, una delle “facce da poker” più famose del panorama internazionale, ha conquistato il secondo bracciale dell’anno al World Series of Poker 2009 nell’evento 25 di Omaha Hi/Lo.
Dopo essere approdato al tavolo finale con uno stack estremamente ridotto, il giovane Ivey è riuscito a rimontare in maniera eccezionale sbaragliando i colleghi con più fiches, aiutato dalla fortuna e dalla sua impeccabile tecnica. Al terzo posto si è piazzato Carlos Mortensen, mentre Ming Lee si è fermato al secondo posto dopo un testa a testa finale in cui ha potuto fare poco contro un Phil in forma smagliante.
Ivey ha così vinto il suo secondo evento a queste WSOP 2009, portando a sette il totale dei suoi braccialetti conquistati nel corso della carriera. Ora appare sempre più vicino il traguardo degli otto bracciali di Erik Seidel.
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Negli USA da tempo le autorità federali si stanno muovendo per la repressione del gioco on-line, e proprio in questi giorni hanno adottato un provvedimento per congelare i conti correnti di oltre 27.000 pokeristi.
Infatti, la scorsa settimana è stata avviata un’operazione dall’ufficio del Procuratore degli Stati Uniti con la quale sono stati bloccati i conti bancari di giocatori di Los Angeles, San Francisco e Arizona. Tutto ciò è dovuto alla frammentaria legislazione che regola il gioco on-line negli USA e che lascia spazio a diverse interpretazioni.
Il popolo dei pokeristi americani è ora in fermento e alcune associazioni si sono già mobilitate per ridefinire questa situazione, soprattutto perchè l’azione è stata intrapresa contro un gioco che non è più azzardo ma è stato ormai dichiarato uno skill game.
Via | Giocoegiochi.com
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Jeff Lisandro è riuscito ad agguantare la vittoria nel sedicesimo evento del World Series of Poker, un torneo di Seven-Card Stud con buy-in di 1.500 dollari.
C’è quindi un po’ di Italia in questo braccialetto del WSOP, dal momento che scorre sangue mediterraneo nelle vene del noto professionista del poker Lisandro. Dopo un adrenalinico tavolo finale con campioni del calibro di John Juanda e Rod Pardey, il pro con residenza a Salerno è riuscito a strappare il primo premio a quest’ultimo in un heads up in cui la determinazione e la supremazia di chips hanno fatto la differenza.
Si aggiunge quindi un secondo braccialetto nel palmares del grande Jeff, che già si era aggiudicato nelle passate edizioni un’altra vittoria sempre nella specialità del poker Seven-Card Stud, una delle più difficili ma che sta prendendo piede anche tra gli appassionati di Texas Hold’em.
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Si è svolto durante il World Series of Poker l’evento Mixed Championship da 10.000 dollari di buy-in, torneo che prevede il gioco di otto diverse specialità di poker, cambiate dal dealer ogni otto mani.
Al tavolo verde si sono sfidati i migliori e più completi giocatori del mondo, da Scott Nguyen a Todd Brunson, tra gli azzurri spiccavano Alessio Isaia, Dario Minieri e Max Pescatori: proprio “il pirata” Pescatori è riuscito ad aggiudicarsi un ventiquattresimo posto in questo torneo da 192 partecipanti, riuscendo a vincere un altro premio in denaro dopo il quarto posto nell’evento Stud di alcuni giorni fa.
Gli azzurri si stanno dimostrando in forma in questa edizione del WSOP, speriamo che i nostri assi riescano anche ad aggiudicarsi qualche braccialetto prima della chiusura dei tornei.
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Un po’ in ritardo rispetto alle altre nazioni, grazie al team di PokerNews.com finalmente ChipMeUp arriva anche in Italia. Per chi non lo conoscesse, il portale è una sorta di eBay con aste dedicate al poker, dai prodotti di consumo alle partecipazioni a tornei famosi.
ChipMeUp è partito inizialmente come un sito di staking, che significa che chi non poteva permettersi il buy-in a un evento di Texas Hold’em troppo impegnativo in termini di denaro poteva mettere in palio le quote della propria eventuale vincita in cambio di un finanziamento per il torneo.
Ora le funzionalità di ChipMeUp si sono espanse, così nel sito possiamo trovare aste di tutto ciò che riguarda il poker e addirittura un servizio che offre una sorta di investimento diretto permettendo di comprare le quote di grandi campioni di Texas Hold’em - come Tony G, Jason Gray e molti altri - che partecipano ad eventi milionari. Come si dice in questi casi… chi offre di più?
Via | Pokernews.chipmeup.com
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Il multimiliardario russo Roman Abramovich l’ha fatta grossa: almeno per la fidanzata Daria Zhukova. Stando a quanto riportato dal sito gossip Metropolitan Post, il magnate avrebbe perso al poker uno dei suoi megayacht: valore, 500mila euro. Così la sua dolce metà gli ha dato l’out, rinverdento quando analoga sorte toccò al collega di Roman, Vladimir Doronin, uscito single dallo scontro tra il gioco e la bella Naomi Campbell. Abramovich allora avrebbe proposto una soluzione-cuscinetto come l’Everest Poker, ovvero i tornei online: visto che l’Everest Poker, la room online preferita dai vip, da Paris Hilton (che nel 2006 perse la sua Bentley Continental GT) a Hugh Hefner, consente di giocare solo importi calmierati e alla portata di tutti.
Via | Quotidiano.net
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Si pronuncia poker feis, si scrive “poker face” ma nel vocabolario del giocatore indica una “faccia da poker”. Qualcuno la usa nel Texas Hold’em senza saperne l’origine. Sappiate però che, quando vi viene detta guardandovi dritti negli occhi, vuol significare chiaro e tondo che siete persone impenetrabili e, come dei muri, non trapelate emozioni e stati d’animo. Il dubbio c’è sull’uso che se ne fa: visto che può avere il valore di un complimento o di un atteggiamento negativo.
Nel dubbio se avete o meno la “faccia da poker”, chi ama la musica se la canti. Tanto a suonarla ci pensa il gruppo di Lady Gaga, cantante la cui ugola ha intonato un brano che titola proprio come l’espressione; in fondo in fondo è un omaggio all’istinto felino femminile a confronto con il gioco del poker. Nel testo della canzone (qui tradotto) c’è il riferimento a una donna che si diverte con i sentimenti di un uomo, succube di un intrigo d’amore. Ma davvero, nel gioco come nella vita, riuscite a cucirvi addosso questo scudo?
Se avete voglia di prepararvi un cd contenente le canzoni da ascoltare, per meglio concentrarvi nel gioco, ce n’è una da selezionare. Dopo “Domination” dei Pantera, che non ci fa perdere di vista quanto sia bello o brutto giocare AK contro AQ, il brano che non può assolutamente mancare nella vostra playlist è “That crazy game of poker” dei O.A.R. (Of A Revolution).

Prendete Aldo Montano, Alessandra Sensini e Cristiano Doni. Metteteli insieme ai due giocatori testimonial del brand bwin, Niccolò “Luisgallo” Caramatti e Riccardo “RickRinaldi” Rinaldi. Aggiungete Amedeo Marenghi, Alberto Pomidoro e Davide Mineo: tre giocatori qualificati su bwin.it. Otterrete otto persone sedute al tavolo finale live dell’evento bwin Poker Champions.
Qualcuno di loro si porterà a casa 20mila euro. Il tavolo finale, giocato nelle sale del Casinò de la Vallée di Saint Vincent e il format, prodotto da 2Bcom, sarà trasmesso in tre puntate, su Sky Sport 2 il 24, 25 e 26 aprile a mezzanotte. A commentare l’evento ci saranno i fratelli Fabio e Maurizio Caressa. A bordo tavolo ci sarà Stefano De Grandis, a raccogliere commenti a caldo dopo un All In o un’eliminazione.
Via | Tuttosport.com
Che sia metal, pop o country, avete mai pensato di farvi la vostra playlist per concentrarvi nel gioco? Magari volendo raggiungere meglio e prima l’obiettivo, sappiate che esistono una valanga di canzoni che hanno a che fare col poker. Il fascino delle carte ha contagiato, a volte anche involontariamente, alcuni gruppi. Per esempio i Pantera che in “Domination” non mancano l’occasione di sottolineare come sia bello o brutto giocare AK contro AQ: una scarica di potenza da ascoltare, con lo stereo della macchina a palla e il gomito fuori dal finestrino…