Continua la saga giudiziaria di Totobetting. Come raccontato in un post di qualche settimana fa, l’Aams a ottobre ha prima sospeso il provider italiano, quindi a dicembre, a distanza di pochi giorni, ha reiterato la sospensione, e infine ha revocato la concessione. Alla base dei provvedimenti, il fatto che Totobetting appartenga a Goldbet, compagnia austriaca che - a detta dell’Aams - raccoglie gioco in Italia senza licenza.
Totobetting si è rivolta al TAR per chiedere la sospensiva cautelare contro gli atti dell’Amministrazione. Questo succedeva più o meno a fine gennaio. Il TAR ha dato ragione all’Aams, il provider si è rivolto allora al Consiglio di Stato, ma anche quest’ultimo - alcuni giorni fa - ha respinto l’istanza. Qui ognuno giudichi come vuole, il fatto però è che si colpisce la compagnia controllata per responsabilità - vero o presunte che siano - della controllante.
Al momento comunque, Totobetting è ancora raggiungibile. Non saprei dire se si tratta solo di questione di tempo. Il Consiglio di Stato, comunque, aveva concesso una sospensiva con decreto che avrebbe dovuto confermare con un’ordinanza nell’udienza della settimana scorsa. Fino a allora l’attività del provider, i altri termini, era “autorizzata”. Comunque TAR e Consiglio di Stato si sono pronunciati finoro solo su provvedimenti cautelari, il TAR dovrà decidere la questione nel merito nei prossimi mesi, l’udienza non è ancora stata fissata.
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Domani cominicia Sanremo, ed ecco online le prime quote dei bookmaker. Partono favoriti Dolcenera, Marco Carta, Niky Nicolai con Stefano di Battista (e Mario Venuti ospite) e Francesco Renga. Ecco le quote:
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Di iniziative curiose per il Natale, ne sentiamo tante. Anche i provider nostrani si adattano e creano strane promozioni. Un esempio è il regalo che permette di fare Sisal Matchpoint. Cliccando sul sul tasto invia, dal conto di gioco personale, infatti, viene scalato l’importo della giocata che puoi decidere di regalare a qualcuno. “Regala un’emozione” è il nome dell’iniziativa di cui vi parlo.
La persona che ha beneficiato del regalino riceverà una e-mail all’indirizzo indicato con annessi auguri e le istruzioni per accettare il regalo.
Dovrà quindi entrare nell’area riservata del sito Sisal Matchpoint e nella pagina Bonus della sezione Gestione conto e dovrà inserire nel campo il codice coupon che ha ricevuto nella e-mail.
Che dire? Io finora ho regalato davvero un mucchio di cose strane, ma di dire ad un mio amico: “toh, beccati ’sta scommessa tutta per te e buon Natale”, proprio non mi era mai capitato. Magari, però, mi rivolgo ad un popolo di generosi donatori di scommesse e Gratta e Vinci online. In tal caso sto zitta. D’altra parte c’è sempre una prima volta. No?
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Ma ve le vendete ancora le quote con il P2P? Prima, soprattutto per il tennis, era una pratica molto diffusa, soprattutto visto che i match sono soggetti a continui ribaltamenti e che le quote variano di conseguenza. Un mio amico mi ha raccontato che qualche anno fa, agli Open italiani, metà del pubblico aveva il portatile acceso sulle gambe per vendersi le quote. E non faccio fatica a crederci visto che adesso è vietato portarsi il computer…
Ma andiamo con ordine, per far capire a tutti di cosa parliamo. Il P2P (peer to peer, o anche betting exchange) è un modo particolare per scommettere: in pratica a bancare la scommessa non è il bookmaker, ma un altro scommettitore. La scommessa è più agile, in genere si contratta la quota, e soprattutto puoi scommettere sia sul verificarsi di un evento, sia sul non verificarsi (appunto il bancare). Di qui - soprattutto grazie a siti specializzati come Betfair - si degenera nella pratica di vendersi la quota, che più che una scommessa, è una speculazione.
Mettiamo la partita di calcio tra le squadre A e B. Scommetto 100 euro sulla vittoria di A, a una quota di 1,90. Inizia la partita, A segna il primo gol, la sua quota scende e io decido di vendermela. Ovvero banco la puntata di un altro giocatore, sempre 100 euro sulla vittoria di A, a 1,40 però. Se a fine partita A vince, io avrò vinto 190 euro dalla scommessa che ho piazzato, e ne dovrò pagare 140 per quella che ho bancato. In totale ho guadagnato 50 euro. Se A invece perde o pareggia, perdo 100 euro sulla scommessa piazzata, e ne vinco altri 100 per quella bancata, quindi vado in pareggio. Il rischio c’è, ovvio, ma è relativamente basso.
Siamo d’accordo, le scommesse non sono tra i giochi con il più alto rischio di dipendenza, e nessuno si gioca più di cento-duecento euro su un solo sistema. Però rimango perplesso lo stesso. Microgame di fatto permette ai propri utenti di puntare fino a 50mila euro su una singola scommessa.
I dettagli li trovate su peoples, sito per un po’ di giochi online di Microgame. Detto in breve: in Italia una scommessa può pagare al massimo 10mila euro di vincita, se sei a 10mila e un euro devi diminuire a puntata, oppure modificare un evento. Insomma, se ne giocate 50mila tutti insieme siete già fuori. Qui entra in gioco Microgame che con un algortimo smembra la giocata sui vari provider che serve, partendo da quello che offre la quota più alta. In pratica quindi piazzate una serie di scommesse uguali, ma presso provider diversi, e quindi rispettate il limite dei 10mila euro di vincita. Microgame in tutto questo fa solo da tramite o, come si definisce lui, da broker: a incassare o a pagare la scommessa sono i provider.
Boh. Alla fine il limite dei 10mila mi sembra puramente formale. Secondo voi limitare la vincita funziona meglio che limitare la puntata? E alla fine che senso ha mettere un limite qualsiasi, se tanto basta che ripeti la scommessa due volte per eluderlo? Lo fanno anche in agenzia, l’algoritmo fa fashion, ma alla fine… Però leggere che puoi scommettere fino a 50mila euro a me fa un po’ specie lo stesso.
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