Il sogno proibito di ogni giocatore di Texas Hold’em: avere in mano un poker d’assi. Se poi questo succede durante la prima mano del World Series of Poker, allora si è certi di essere stati baciati dalla Dea bendata.
Non è certo questo che ha pensato il povero Motoyuki Mabuchi, quando al WSOP 2008 ha visto i suoi quattro assi frantumarsi insieme ai suoi sogni di gloria davanti alla scala reale di Justin Phillips.
Le possibilità che capiti una mano come questa sono 1 su 2.7 miliardi… quando si dice la sfortuna…
Nasce online e finisce su Sky Sport 3 il nuovo format televisivo che sfrutta l’idea di portare sul piccolo schermo le partite di Texas Hold’em giocate in rete su bwin.it. Ovviamente c’è un vip e un coach. Qui il vip è Lillo, una metà del duo Lillo&Greg. Mentre l’esperto di poker è Maurizio Caressa.
Prodotto e ideato 2Bcom andrà in onda per tre sere, a partire da questa notte, alle 24. Fino al 22 chiunque potrà entrare nel mondo del poker Texas Hold’em, che da gennaio a marzo di quest’anno ha messo insieme oltre 450 milioni di euro di giocato solo in Italia. Farà strano vedere il talent Lillo sedere ai tavoli sit&go, con buy-in massimo di 20 euro. Ma ovviamente si dovrà rispettare un patto: mostrare i segreti da imparare per giocare al poker sportivo divertendosi.
Come se non bastasse, una webcam metterà al corrente dei dialoghi tra Lillo e Maurizio Caressa. Dunque ci sarà di tutto un po’: dalle battute ironiche alle considerazioni sul gioco e l’interazione con gli altri giocatori. Immaginando un indice di gradimento alto per il nuovo Pokerweb, il 24, 25 e 26 aprile sempre su Sky via libera anche a Bwin Poker Champions. D’altronde poteva la tv rimanere insensibile al moltiplicarsi delle poker room su internet?
Indimenticabile trailer del film “Casinò” di Martin Scorsese, con Rober De Niro, Joe Pesci e Sharon Stone. La pellicola ruota attorno a Sam “Asso” Rothstein, giocatore d’azzardo e pregiudicato, scelto da una potente famiglia mafiosa di Kansas City come direttore di una casa da gioco di Las Vegas. Se non fosse per sua moglie, infedele e avida. Se non fosse per l’amico, gangster. La sua ambizione di diventare ricco e rispettabile manager andrebbe a buon fine…
Che sia metal, pop o country, avete mai pensato di farvi la vostra playlist per concentrarvi nel gioco? Magari volendo raggiungere meglio e prima l’obiettivo, sappiate che esistono una valanga di canzoni che hanno a che fare col poker. Il fascino delle carte ha contagiato, a volte anche involontariamente, alcuni gruppi. Per esempio i Pantera che in “Domination” non mancano l’occasione di sottolineare come sia bello o brutto giocare AK contro AQ: una scarica di potenza da ascoltare, con lo stereo della macchina a palla e il gomito fuori dal finestrino…
Visto che in America non c’è il re, avete mai sentito parlare della “scala al repubblicano”? Se la inventò Franco Franchi nel film “I due figli di Trinità”, uscito nel 1972 per la regia di Osvaldo Civirani. Una scena di poker al cinema dove i cugini Franco e Ciccio Trinità gestiscono una singolare “stazione di servizio” nel Far West.
A caccia di un tesoro, eccoli nel salooon di una cittadina sperduta. Attirati da una bella donna di nome Lola. Pronti a sfidare a poker Armstrong, il più grande giocatore del West. A sorpresa, vincerà Franco.
Scena tratta dal film di Silvio Muccino, “Parlami d’amore”. Sasha, figlio di due drogati cresciuto a Borgo Fiorito in una comunità di recupero per tossicodipendenti, gioca a poker per procurarsi i soldi da prestare all’amico Fabrizio. Riuscirà a vincere?
Appassionati cinefili e non, non perdano questo sketch divertentissimo tratto da “Anplagghed” di Aldo Giovanni e Giacomo. Una partita di poker impossibile… mentre scorrono i titoli di coda. Scena che sarà ripetuta l’indomani, tra un cip, una risata e una canotta mostrata al pubblico presente in sala.
Chicca per cinefili appassionati di poker: questa volta parliamo di “Fratelli d’Italia“, film comico italiano del 1989, diretto da Neri Parenti ed interpretato da Christian De Sica, Jerry Calà e Massimo Boldi. In questa scena memorabile Cristiano Gardini con un full d’assi vince tutto. Storica l’esclamazione: “Et Voilà Fulletto d’Assi.. vi ho fatto mozzi eh? Che faccio? Smazzo?”
Dopo aver visto Adriano Celentano, in una non meglio precisata sala del Paradiso, sfidare addirittura Dio in una mano di poker, rispolveriamo la scena del molleggiato alle prese con un mitico bluff. Dopo aver scomodato alle 2 di notte Luigi Morgan, proprietario della sua banca nella quale non ha più un soldo. E dopo aver fatto sudare sette camicie all’avversario… rilancia di 3 miliardi e 8 (ma non aveva prosciugato il conto?). Come andrà a finire? Chi vincerà la partita, avendo in mano due sette…? Vedere per credere.
Ha il ritmo da balera il “Gioco d’azzardo” cantato da Paolo Conte. L’avvocato col vizio del jazz, il cui stile nasce dal matrimonio tra le ninnananne fantasmagoriche di Leonard Cohen e la sensibilità del cantastorie, ha trattato il tema in una sua canzone. Definirlo uno dei più originali cantautori italiani, essendo il più erudito e coerente, è il minimo. Se volete ascoltare la sensibilità del song jazz-pop di Hoagy Carmichael e della chanson di Jacques Brel alla maniera di Conte, allora apprezzate questo video e il suo “Gioco d’azzardo.