Addio vecchia e anonima fiche di plastica. Sull’onda degli apprezzabili risultati ottenuti dai più importanti casinò americani, visto che il primato di questa nuova tecnologia se lo è accaparrato tre anni fa il casinò “Wynn” di Las Vegas, la casa da gioco sanremese ha deciso di puntare sull’elettronica ricorrendo alla tecnologia wireless: fiches munite di un microchip che personalizza la dotazione cambiata alla cassa e consente la tracciatura del percorso compiuto sui panni verdi.
Numerosi i vantaggi, soprattutto in termini di sicurezza e trasparenza, delle nuove tecnologie. Niente più denaro contante ai tavoli da gioco, niente più possibilità di scambi sospetti di fiches tra giocatori, fine delle contestazioni su puntate e vincite. Ma le utilità sono anche altre, soprattutto in termini di controllo e prevenzione. Il casinò sarà finalmente in grado di “pesare” i clienti segnalati dai porteurs in ordine alle somme cambiate e realmente giocate. E poi potrà opporre una concreta barriera protettiva nei confronti del riciclaggio di denaro sporco, un fenomeno che, storicamente, va a nozze con il gioco d’azzardo: basta cambiare in fiches la somma da ripulire, effettuare un paio di innocue puntate, e poi presentarsi alla cassa per riconsegnare le placche e ottenere denaro immacolato. Questo “trucchetto”, con il microchip, non funzionerà più.
Pare che l’operazione di “svecchiamento” delle fiches sia costata al casinò circa 2 milioni di euro: una bella somma, visti i tempi, e la concorrenza incalzante del gioco online.
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