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Pronuncia del Garante sui gratta e vinci. Fondamentale l'inciso sulla vernice

Pubblicato: 23 feb 2009 da JR

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schegge di verniceIl Garante della Concorrenza e del Mercato ha affrontato la questione dei concorsi a premi che utilizzano biglietti di simili a gratta e vinci. Stando alla cronaca, è un fenomeno molto diffuso: in abbinamento a cartoline artistiche o altri prodotti editoriali, l’acquirente riceve dei tagliandi simili a gratta e vinci. Sul fronte del tagliando c’è scritto che si possono vincere fino a Xmila euro; sul retro, in caratteri, più piccoli si dice che il premio è in buoni acquisto che il vincitore può spendere dove vuole.

Cassata nella pronuncia la pratica commerciale - nel caso in esame, adottata dalla UTS - secondo il Garante, il consumatore può essere tratto in inganno: convinto di acquistare un gratta e vinci, partecipa invece a un concorso a premi. Tra le varie motivazioni, ne riporto due che mi sembrano salienti. Il Garante, con riguardo ai premi, ha sottolineato che “non sono riportate ulteriori specificazioni sulla tipologia di prodotti e di servizi messi in palio, né viene indicato in quali esercizi commerciali possano essere acquistati”, e di conseguenza “le indicazioni riportate sui tagliandi sono insufficienti per chiarire al consumatore quali sono le tipologie dei premi in palio e in quali esercizi commerciali si possano acquistare”.

Per quanto riguarda le modalità di vendita, Uts ha sostenuto che il fatto di regalare gli pseudo gratta e vinci a chi acquista delle cartoline, sia un fattore di per sé in grado di evitare qualunque rischio di confusione con i biglietti di Lottomatica/Consorzio Lotterie Nazionali. Di diverso avviso il Garante: ” il consumatore è posto di fronte a due tagliandi estremamente simili per dimensione, grafica, colori e nomi, e la circostanza per cui l’oggetto dell’acquisto non è il prodotto in promozione, ma il tagliando per tentare la fortuna, non appare assumere rilievo autonomo al momento dell’acquisto. Specie in considerazione della circostanza che si tratta di acquisti ad impulso”.

Prima di scendere così tanto nei dettagli, però, il Garanteha sottolineato che la propria pronuncia non prendeva in esame l’esclusiva di Lottomatica sulla tecnica del gratta e vinci. In altre parole, la pronuncia non affronta la questione se sia Lottomatica l’unica (in virtù di un brevetto?) a poter utilizzare la vernice grattabile con una moneta. Ma perché questo inciso? Da un lato, tutta la pronucia si basa sulla sola questione della concorrenza sleale, un ipotetico brevetto non viene mai nominato. Dall’altro, se ci pensate, il Garante si limita a sottolineare una cosa banale: la maggior parte dei comuni d’Italia - ad esempio - si serve della stessa vernice o di una simile per i “grattini” dei parcheggi, e di certo non paga a Lottomatica diritti sul brevetto.

Allora perché quella premessa? Secondo me, ci sono due motivi: il primo è che il Garante ha voluto specificare che la condotta di Uts sia contraria all’etica della concorrenza in quanto tale, e non perché violi il contenuto di un brevetto. Il secondo è un po’ più malizioso e lo lascio a voi. Mi limito a dire che quell’inciso ha una portate fondamentale, e chi vuol intendere intenda…

Foto| Flickr

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