
Più o meno tutte le istituzioni si sono alleate per supportare la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020. A spingere verso questa direzione c’è anche uno studio che analizza come l’Olimpiade a Roma genererebbe un aumento del Pil a livello nazionale dell’1,4% (il 3,9% nel Centro, l’1% al Sud e lo 0,5% al Nord) e una crescita dell’occupazione dello 0,7% a livello nazionale (2,2% al Centro, 0,5% al Sud e 0,2% al Nord). La spesa complessiva per i Giochi sarebbe di 9,8 miliardi di euro e sarebbe coperta per 5,1 miliardi da risorse private e da 4,7 miliardi da risorse pubbliche, che rientrerebbero però con un maggiore gettito erariale di 4,6 miliardi di euro.
Secondo il delegato allo sport di Roma Capitale, Alessandro Cochi, le spese “saranno meno costose di quanto si pensi, soprattutto rispetto ad Olimpiadi svoltesi recentemente in altri grandi città. Roma avrebbe già il 73% dell’impiantistica“. Ma la favorita nelle quote internazionali per ospitare la manifestazione resta Tokyo (a 2,80), che supera Madrid (a 3,40) e la stessa Roma (a 3,60). Poche chance per Baku e Doha, entrambe bancate a 11,00, mentre per Istanbul si tratterebbe di un affare da 13 volte la scommessa.
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