Ex giocatori e loro familiari riuniti nell’associazione “Mi rimetto in gioco” si sono fatti in due (in tandem con altri simili) per combattere il vizio del gioco d’azzardo. Per questo hanno realizzato uno spot televisivo e uno per la carta stampata con lo slogan “E’ ancora un gioco? Se stai perdendo soldi, rischi di perdere anche la testa…” accompagnato da un’immagine di un giocatore senza testa. L’obiettivo, a quanto pare già raggiunto dall’amletica domanda, è quello di sensibilizzare la popolazione sui rischi collegati più alla “cattiva volontà” che alla malattia del gioco a soldi. Il gioco d’azzardo patologico, seppur riconosciuto dalla comunità scientifica come dipendenza che causa danni psicologici, familiari, economici e sociali, rimane ancora oggi nell’immaginario sociale un fenomeno più associato al “vizio”.
Numeri alla mano, si stima che l’80% della popolazione italica abbia giocato almeno una volta nella vita ai giochi detti “leciti” come slotmachine, gratta-e-vinci, lotto, bingo. Circa il restante 17-20% viva un rapporto problematico con il gioco a un passo dal trasformarsi in una vera e propria dipendenza. E l’1-3% ne sia coinvolto nella sua deriva patologica, quindi ne sia vittima e accusi dipendenza. Insomma un’emergenza sociale che coinvolge soprattutto uomini, più sensibili al fascino delle slotmachine. In crescita il fenomeno delle nuove leve, soprattutto sotto i 30 anni.
Via | Arezzonotizie.it