
Il gioco d’azzardo ha sempre appassionato l’essere umano, già a partire dal 4.000 a.C.; troviamo notizie sul gioco nell’Antico Egitto, in India, Giappone e Cina.
Le scommesse riguardavano principalmente il gioco dei dadi, e scopriamo che anche nel passato c’erano dei giocatori compulsivi famosi, come gli imperatori romani Caligola e Nerone. In epoca più moderna, i nomi di rilievo sono George Washington e Fjodor Dostoevskij, che scrisse “Il giocatore” proprio per far fronte ai debiti di gioco.
Attualmente soltanto il 4% dei giocatori d’azzardo possono essere definiti compulsivi o patologici, la maggior parte delle persone che amano il bingo, le lotterie e le scommesse vedono il gioco soltanto come un passatempo che non mette a repentaglio la vita familiare ed economica.
Foto | Flickr