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"Gratta e Vinci" Canada: un papà vince 1 milione di dollari grazie al figlioletto

Pubblicato: 12 mag 2009 da kim

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Canadese vince un milione di dollari grazie a un regalo del figlio

È successo a Labrador in Canada: un bambino, non avendo i soldi per fare un bel regalo di compleanno al suo papà, ha chiesto alla madre di prestargli un paio di dollari per comprargli un biglietto del “Gratta e Vinci” locale.

Il padre ha ovviamente gradito il regalo del figlioletto, la cosa inaspettata è che grattando sotto la patina argentata ha scoperto di aver vinto il premio più alto, quello da 1 milione di dollari.

Ora di certo questo bambino riceverà una lauta ricompensa da parte dei genitori per aver scelto il biglietto fortunato. Questo sì che è regalare un sogno.

Foto | Flickr

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    l'esploratore

    12 mag 2009 - 23:18 - #1
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    La Dichiarazione universale dei diritti umani

    I diritti considerati inviolabili sono quelli che tutelano il cittadino nella sua persona e in rapporto con gli altri in una società in cui i suoi principi fondamentali sono garantiti dalle costituzioni. Infatti dopo la seconda guerra mondiale atrocità commmesse dai nazisti non si sarebbero dovute più ripetere, soprattutto dopo la costituzione dell’ONU il 24 ottobre 1945. Ma intanto milioni e milioni di uomini erano stati uccisi, torturati e massacrati, privati delle loro libertà fondamentali, quali ad esempio il diritto di professare le proprie opinioni politiche e religiose. Ed in particolare erano stati commessi degli atroci “crimini contro l’umanità”: gli ebrei erano stati considerati razza inferiore rispetto agli ariani, deportati nei campi di sterminio, costeretti ai lavori forzati, le donne erano state stuprate, violentate e i bambini immediatamente uccisi in quanto esseri indifesi ed improduttivi. Insomma, in poche parole, l’uomo aveva perso la sua dignità, come riferito dal famoso scrittore e poeta Primo Levi, ebreo sopravvissuto alla deportazione nel campo di concentramento di Auschwitz nel 1943. Così i “lager” sono diventati il simbolo dei maltrattamenti perpeterati dai gerachi nazisti in nome della “disuguaglianza” e della diversità tra le razze. Razze che non esistono in quanto l’uomo appartiene ad un’unica razza che è quella umana, ma purtroppo questo si è faticato molto a comprenderlo. E ci sono voluti dei tribunali, quali quello di Norimberga e di Tokio per ribadire la condanna di questi crimini. I diritti fondamentali del cittadino, cosiddetti “inviolabili”, cioè che riguardano l’uomo stesso, dal momento della sua nascita fino alla sua morte, non possono essergli tolti da nessuna legge, da nessuno, in nessun momento della sua storia. Nessuno può e potrà più privare l’uomo di essi, ma purtroppo questo non è avvenuto e non avviene in quei Paesi dove viggono leggi anti-democratiche, anti-liberali e soprattutto in quei popoli che non hanno aderito all’Onu. L’organizzazione delle Nazioni Unite, infatti, dal momento della sua costituzione, ha approvato la cooperazione internazionale degli stati membri per garantire la pace del mondo, per la cooperazione culturale, civile, sociale ed umanitaria. Così il processo di Norimberga iniziato il 20 novembre 1945 avrebbe dovuto condannare i crimini di guerra, i crimini contro la pace e i crimini contro l’umanità commessi dai nazisti. Qui hanno rilevato l’uccisione di quattro milioni di morti soltanto tra i deportati di Auscvhwitz, ma le condanne dei colpevoli sono state vane. Molti di questi si sono rifugiati in altri paesi, altri nel frattempo sono morti. Chi pagherà per quelle ingiustizie subite dagli ebrei? Ormai la giustizia non potrà fare più il suo corso e quindi è certo che molti colpevoli non saranno più condannati. Comunque l’importante è che ci sia stata la volontà di non dimenticare, di non seppellire nell’oblio le gravi colpe del passato nazista. E poi c’è stato il tribunale di Tokio il 19 gennaio 1946 per la condanna dei crimini commesssi dai giapponesi nel periodo prebellico allo scopo di causare la seconda guerra sinogiapponese. Ma il passato è sembrato ritornare e la storia delle atrocità si è ripetuta nel ‘93 a causa della “pulizia etnica” in Jugoslavia compiuta dai serbi contro croati e musulmani e nel ‘94 in Ruanda, compiuta dagli hutu contro i tutsi. Perciò sembra che non sia bastata la memeoria del passato e che la violenza e il desiderio disumano di sopraffazione di un popolo che si ritiene superiore contro gli altri ritenuti inferiori sia destitnato a ripercuotersi su vittime innocenti. Allora l’uomo non ha imparato niente? A niente sono serviti i tribunali, i processi, le condanne, e denunce e poi l’istituzione nel 2002 di un tribunale internazionale per tutelare la pace e i diritti “inviolabili”dell’uomo? Quest’ultimo dimostra di non aver alcun rispetto per quanto la storia gli avrebbe dovuto far capire: l’uomo deve tutelare innanzitutto se stesso. I popoli continuano a cadere martoriati sotto le dittature che li privano di ogni possibilità di crescita culturale, di ogni identità, di ogni diritto fondamentale. Le stragi, gli olocausti, i genocidi, continuano purtroppo a perpetrarsi L’uomo non è in grado di rispettare un impegno fondamentale che prende nei confronti degli altri quando si trova al comando di una nazione, perché il suo potere lo fa sentire onnipotenete, con diritto di vita e di morte sui suoi simili. Secondo Hobbes naturalmente l’uomo si rivolta contro gli altri per far valere le proprie ragioni, poiché “homo homini lupus”, cioè l’uomo è lupo per l’altro uomo, non può regolarsi diversamente. Ma, dal momento che gli uomini sottoscrivono un contratto sociale, le leggi di natura possono e devono essere controllate. Perciò l’impegno civile è importante da rispettare. E ciò che la Costituzione italiana dal ‘48 ci garantisce è proprio il rispetto di questi diritti fondamentali. Il passato ritorna però alla ribalta per ricordarci di nuovo i nostri errori che causano atrocità, sofferenza e annientamento. Perché un uomo non è tale senza libertà e la libertà di ognuno finisce dove comincia quella degli altri. Sì è difficile definirla, ma sta a cuore a tutti. Ognuno con le proprie idee, con la prorpia storia, ma tutti insieme dobbiamo collaborare per riaffermare questi diritti fondamentali. Purtroppo non sono bastati gli intereventi delle Nazioni Unite, dei “caschi blu”, perché gli olocausti non avessero più terreno fertile dove sfociare. D’altra parte è vero che da un passato di violenza non può che generarsi altra violenza. Come ad esempio è successo tra serbi, croati, musulmani, cristiani che hanno dovuto lottare, perché non erano state riconosciute le loro diverse identità e la convivenza era diventata troppo difficile ed insostenibile. Infatti, dopo il crollo della dittatura di Tito in Jugoslvia, si sono scatenati i desideri di indipendenza, di riconoscimento di nuovi stati con spiriti religiosi ed etnici talmente tanto inconciliabili da provocare un’altra ribellione, fino al raggiungimento di una pace che ci auguriamo duratura. E poi l’Onu interviene anche per tutelare i rifugiati politici, per garntire loro una vita all’insegna della pace, per poter aver un futuro, sia pure lontano dal paese d’origine. Così sono importantissimi anche gli scopi umanitari, riconosciuti dai 50 paesi che aderiscono all’ONU e che partecipano economicamente secondo le loro possibilità al raggiungimento di questi. Ma potrebbero ripetersi ancora violazioni dei diritti fondamentali e allora dobbiamo riconoscere, secondo un famoso detto popolare, che “sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico”. Bestiale. Quindi, nonstante c’erano stati i regimi nazisti, fascisti, dopo anche quello del serbo Milosevich, ha compiuto il genocidio dei croati in Croazia, Bosnia-Erzegovina e Kosovo. Queste dittature si sono comportate contro chi vi si opponeva come bestie, incapaci di accettare le divergenti opinioni degli altri. Ed ecco il perchè degli olocausti, ed ecco perché, benché queste tristi pagine di storia siano note a tutti, tuttavia si devono sempre tener presenti. Del resto non è possibile, neanche volendo, dimenticarle. Le cosiddette giornate della memoria della Shoah, servono a far capire anche ai giovani gli errori del passato, perché sappiano che l’uomo purtroppo in certe situazioni non si comporta come dovrebbe e la sete di potere e di sopraffazione genera altra violenza inaudita, normalmente non prevedibile, al di fuori di ogni possibile immaginazione umana. Il “superuomo” prende allora il sopravvento e non c’è nulla che possa fermarlo, se non l’arrivo di un nuovo potere in grado di trattenerlo dal perpetrare simili orrori: la democrazia. Infatti soltanto il comando di tutto il popolo congiunto, unito nella volontà di far rispettare i diritti fondamentali, potrà garantire l’uguaglianza e il rispetto delle libertà di ciascuno, senza più distinzioni di sesso, razza, opinioni politiche o religiose.

  • Profilo di l'esploratore

    l'esploratore

    12 mag 2009 - 23:23 - #2
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    Per favore non lo cancellate
    Domani ho un compito in classe (la simulazione della 1° prova per l’esame di stato), questo testo lo devo ricopiare collegandomi dal palmare
    PER FAVORE NON CANCELLATE
    (provate a mettervi nei miei panni)
    GRAZIE PER LA VOSTRA DISPONIBILITà
    sono sicuro che mi Avete capito
    poi alle 13.00 potete cancellare tutto
    almeno vi fate quattro risate e mi dite se vi piace
    L’IMPORTANTE E CHE NON CANCELLATE IL POST PRECEDENTE
    GRAZIE INFINITE
    studente in prossimità dell’esame di stato
    GRAZIE